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Variabile in busta paga, cosa cambia dal 2023

Bonus carburante e premio produttività, queste le novità legate all’anno fiscale in corso che coinvolgono la parte variabile della busta paga.

Parte variabile dello stipendio: cos’è?

Ma cosa si intende per parte variabile dello stipendio? Per esclusione, tutto ciò che non è minimo contrattuale tabellare, scatto di anzianità e superminimo (compenso per competenze personali acquisite nel tempo). Alcune voci della parte variabile dello stipendio sono ad esempio: straordinari, premi di produttività, compenso per il lavoro notturno, indennità per sedi disagiate, etc.

Se ne è parlato nel corso del webinar “Eventi variabili della busta paga” organizzato da FMTS Lavoro in collaborazione con FMTS Formazione e destinato ai Consulenti del Lavoro. Per l’occasione è salito in cattedra Narciso Borrelli, Consulente del Lavoro dello Studio Associato Borrelli-Paparo.

Il bonus benzina rimane ma appesantito dai contributi

Partiamo dal bonus carburante, l’entità dell’aiuto a favore dei lavoratori dipendenti è rimasta fino ad un massimo di 200 euro, cosi come i soggetti che possono usufruirne, lavoratori dipendenti del settore privato. Sono esclusi dal beneficio fiscale i lavoratori della pubblica amministrazione e le partite iva, mentre sono inclusi i lavoratori dipendenti che lavorano per gli studi professionali.

La novità è invece sul fronte della tassazione, perché il bonus carburante non è più esente dal punto di vista contributivo previdenziale, quindi il bonus costerà al lavoratore il 9,19%, pari all’aliquota contributiva a suo carico. Per la verità, grazie ai recenti tagli al cuneo fiscale, si può beneficiare di un taglio di questa aliquota dal 2 al 3% a seconda del reddito percepito fino a redditi pari a 35.000 euro, oltre decade il beneficio del taglio al cuneo. Ovviamente, il taglio più alto sarà per i redditi più bassi. L’aliquota contributiva a carico del lavoratore non è cambiata (23,81%) ma questa non pesa sul compenso netto percepito dal lavoratore.

Tornando al funzionamento del bonus benzina, è possibile erogarlo ai lavoratori per una sola volta nel corso dell’anno e sotto forma di buoni benzina o altri titoli analoghi per l’acquisto di carburanti, incluse le ricariche dei veicoli elettrici. Molte compagnie per la vendita di carburanti si sono organizzate per la vendita online di buoni e titoli. Il lavoratore, inoltre, può ottenerlo facilmente, non ci sono infatti domande da presentare e non operano limiti di reddito ma viene erogato su base volontaria da parte dei datori di lavoro, non esiste alcun obbligo e non è necessario l’accordo con i sindacati.

Attenzione, perché se il buono dovesse superare i 200 euro viene assoggettato alle imposte in base al carico fiscale e contributivo previdenziale soggettivo di ciascun dipendente per intero, quindi non solo la parte eccedente i 200 euro.

Aliquota dimezzata per i premi produttività

La seconda misura introdotta è quella della detassazione dei premi di produttività, ovvero di una tassazione con un’aliquota dimezzata rispetto all’anno precedente. I compensi liquidati dalle imprese ai lavoratori saranno tassati con aliquota del 5% (in precedenza era pari al 10%). Si tratta di un vantaggio importante per il lavoratore, perché l’aliquota nella misura fissa sostituisce le batterie di aliquote progressive prevista dalla tassazione ordinaria. Una struttura che spesso disincentiva il maggiore impegno del lavoratore perché eroso dal prelievo fiscale e contributivo.

Affinché il compenso possa essere erogato, però, è necessario un accordo decentrato fra datori di lavoro e organizzazioni sindacali più rappresentative. In caso di assenza di sindacati rappresentativi all’interno dell’azienda è possibile far sottoscrivere l’accordo dei sindacati più rappresentativi del territorio con le organizzazioni datoriali, ha spiegato Borrelli. In assenza di un accordo non si accede al beneficio fiscale.

I premi di produttività sono quelli legati al raggiungimento degli obiettivi aziendali, che vengono ovviamente predeterminati.

Per i premi di produttività operano due limiti:

  • non devono essere superati gli 80 mila euro di reddito da lavoro dipendente complessivo;
  • il limite massimo delle somme erogabili sottoposto a tassazione agevolata, poi, è pari a 3.000 euro (4.000 euro se vengono coinvolti nei processi di innovazione anche i lavoratori).

Le somme riconosciute ai lavoratori come partecipazioni agli utili vengono considerate come premio di produttività e quindi tassate in modo agevolato. Tutte le somme erogate come premi sono comunque sottoposte al carico contributivo previdenziale (9,19% a carico del lavoratore e 23,81% a carico del datore di lavoro).

 

Giuseppe Di Vittorio
Giornalista

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